teatro-anghiari-teatro-Corsi-Accademia-dei-RicompostiIl Teatro di Benedetto Corsi: un gioiello settecentesco. Due secoli di storia e di civiltà teatrale nel piccolo borgo medievale di Anghiari, in Toscana (1789-oggi)

 

Il Teatro di Benedetto Corsi, storia di un gioiello settecentesco

Nel 1789 il nobile anghiarese Benedetto Corsi, proprietario dell’ampio complesso monumentale che già comprendeva un palazzo nobiliare con cappella privata e un giardino digradante con grotte e sorgenti, inaugurò il suo teatro privato, costruito forse per ripicca (come vorrebbe la leggenda) dopo essere stato escluso da una commedia allestita nel Salone di Palazzo Ligi-Stefanelli.

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Molto più credibile la tesi di Francesco Benci, che nel 1821 sostiene che «i pubblici teatri erano allora proibiti ne’ piccoli paesi. Onde il Corsi, che aveva dodici figliuoli ed accoglieva sempre i forestieri, si propose di fabbricare un teatro, affinché dalle buone commedie avessero i figli istruzione e gli stranieri diletto» (…).  È quasi certo che il disegno sia stato opera dell’architetto senese Leonardo De Vegni (già autore del progetto di Palazzo Albergotti ad Arezzo e del Teatro di Montalcino), anche se il progetto fu poi affidato al fiorentino Lorenzo Pozzolini (FIG…codice corsi), che già aveva realizzato lo stesso palazzo Corsi e l’omonima cappella privata, oggi dedicata ai caduti per la patria. Interessante notare come la stessa cappella abbia al suo interno tre palchetti in stile teatrale, ai quali la Famiglia Corsi accedeva direttamente dalle stanze del Palazzo.

Anche il Teatro era inizialmente collegato, attraverso i giardini, alla residenza dei proprietari fino a quando, agli inizi del ’900, i lavori di apertura della nuova strada Vittorio Veneto lo isolarono, scavando il piano della strada a cinque-sei metri al di sotto dell’antico piano di posa (FIG. cartolina), distruggendo per sempre le antiche ed eleganti gradinate neoclassiche. Il Teatro non era più di proprietà della famiglia Corsi. Nel 1810, infatti, la famiglia Corsi aveva venduto il Teatro all’Accademia composta da venti rappresentanti delle famiglie del paese per la somma di venticinquemila fiorini.

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L’Accademia, che si costituì con atto del 2 agosto 1815 (FIG….), prese di nuovo il nome di Ricomposti, in continuità con la tradizione. Gli accademici ampliarono la facciata, aggiungendo le due “ali” all’edificio. L’Accademia, è rimasta proprietaria del teatro fino al 1985, quando il Comune di Anghiari ha acquistato l’immobile (FIG….). Il Teatro ha subito numerosi interventi di restauro, prima e dopo l’acquisto da parte dell’ente pubblico. Nel 1895, quando viene intitolato a Vittorio Emanuele II, se ne disegna lo stemma sabaudo sopra l’arcoscenico, e viene modificata la cosiddetta “barcaccia”. Il locale, con pianta ovoidale, prende la sua forma attuale: tre ordini di palchi (38 palchi in tutto, per circa 120 posti) e 100 sedie in platea, eleganti Thonet viennesi poi sostituite con sedie da cinema (a fila unica) in legno e oggi con comode sedute di velluto. Il palcoscenico aveva originariamente la buca del suggeritore e un “golfo mistico” per l’orchestra, ma viene purtroppo modificato con una pavimentazione in cemento e moquette negli anni ’80, e infine ricoperto di larice del Trentino nel 1997.  Esternamente, dopo i già citati lavori del 1914 che consentirono l’apertura del Caffè sotto il Teatro, nel 1936 fu costruito, su progetto dell’architetto anghiarese Remo Magrini, un pesante basamento con scala a due branche, coronato da una balaustra in cemento.

palchi-teatro-comunale-dei-ricomposti-anghiari-dipintoL’edificio conserva una bella facciata di ritmo rinascimentale, su tre piani che terminano in un elaborato cornicione, sopra il quale sono poste statue in marmo, che forse rappresentano i dodici mesi dell’anno (in realtà sono dieci, ma pare che due fossero collocate nelle nicchie ai lati di via della Bozia). In realtà, le statue originali erano sei, e forse rappresentavano allegorie di giuochi o muse.  Sull’asse centrale della facciata c’è un piccolo campanile a vela, che sorreggeva un tempo un orologio e una campana. La lancetta dell’orologio, rappresentante un cane alla catena (impresa araldica dei Corsi) è tutto quello che rimane di quest’ingegnoso meccanismo (FIG…..).

Negli anni ’60, il Teatro dei Ricomposti viene utilizzato prevalentemente come cinema, e un progetto (fortunatamente non andato a buon fine) ne prevedeva lo smembramento e l’aumento della capienza a 570 posti. I due eventi sismici del 1997 e del 2001, hanno costretto l’edifico ad ulteriori restauri e a lunghe chiusure: nel 1997, proprio mentre la Banda Osiris, per la regia di Maurizio Nichetti, stava provando lo spettacolo Sinfonia Fantastica, il terremoto aprì la volta affrescata del Teatro. Un’ultima curiosità: nel 1962, il Teatro è stata una delle location anghiaresi de “La ragazza di Bube” di Comencini. La “camera” di Claudia Cardinale, protagonista del film, era nelle soffitte del teatro.

Anghiari e i suoi Teatri dalla seconda metà dell’800 a oggi: residenze teatrali, produzioni e concerti

platea-e-palchi-teatro-comunale-dei-ricomposti-teatro-anghiariFin dalla seconda metà dell’800 per il palcoscenico del Teatro sono transitate importanti  compagnie di prosa, operetta e rivista (le Compagnie Novelli, Galli-Guasti, Sichel, Gramatica) ed erano state seguite con appassionato interesse anche importanti tournée di lirica. Un ruolo fondamentale per la diffusione della cultura operistica e musicale è stato ricoperto (ad inizio ’900) dal maestro e compositore Vito Carlotti, al quale si deve l’allestimento di numerose opere liriche (FIG….), dove riusciva a mescolare le forze locali con cantanti professionisti.

Sulla scia dell’entusiasmo diffuso dal Maestro Carlotti (anche se parzialmente frenato dalla guerra), si costituiscono le prime compagnie filodrammatiche. Il Gruppo Filodrammatico Anghiarese mette in scena numerose commedie brillanti (FIG….), ma non si hanno più tracce di compagnie professioniste di giro. Le vicende dell’ultimo conflitto, una parziale incuria e la sua ultima funzione di cinema fanno decadere questo ambiente elegante e raffinato, pur continuando la crescita della vivace ‘scena’ dei gruppi amatoriali (guidati da Frido Foni, Pierfrancesco Greci e musicalmente supportate da musicisti locali come Vandro Franceschini e Mario Guiducci).

Dopo l’acquisto da parte del Comune, i lavori si sono protratti alcuni anni, con aperture occasionali seguite dalla speranza di tutti gli anghiaresi che il loro teatro ritornasse presto a costituire un importante centro d’incontro artistico e culturale per tutto il territorio valtiberino. E così è stato. Gli anni del Premio Internazionale Città di Anghiari hanno aperto il Teatro a luogo di dibattiti, concerti e spettacoli. Dal 1996, dopo alcune esperienze importanti con Gianfranco Vené e Giorgio Celli, è nata la Compagnia professionista del Teatro Stabile di Anghiari, che ha cominciato ad ospitare stagioni teatrali, musicali e coproduzioni, mescolando abilmente professionismo e identità locale, memorie e varietà dei generi teatrali. In collaborazione con l’ente Comunale, l’Ufficio di Promozione Turistica, la Compagnia dei Ricomposti e la locale Scuola di Musica, l’edificio ha assunto un profilo definito di spazio pubblico e luogo di cultura: un  Teatro inteso anche come “servizio pubblico”.